biomassa di lolla naturale utilizzata in bioedilizia per case in legno

Le case in legno isolate con paglia di riso

Materiali e elementi costruttivi 100% naturali, per un’edilizia sostenibile

Chi associa la casa in paglia alla celeberrima fiaba dei tre porcellini oggi può essere smentito! Questa soluzione tecnica ed architettonica è uscita dal mondo delle favole per affermarsi anche nella realtà: merito della bioedilizia. Non stiamo ovviamente parlando di costruzioni destinate a soccombere al soffio del lupo, bensì alla costruzione degli edifici utilizzando materiali naturali e sostenibili.

 

Scarti agricoli recuperati in bioedilizia

L’utilizzo del legno in edilizia è esemplare: materiale sostenibile, rinnovabile, riciclabile e 100% naturale impiegato come materiale da costruzione per abitazioni e strutture di vario tipo, con tutti i vantaggi che abbiamo imparato a conoscere (scopri qui le caratteristiche vincenti della casa in legno). Ma ci sono altri materiali sostenibili e di origine naturale utilizzati in edilizia in alternativa al cemento e acciaio: fibre vegetali come la canapa, la paglia di riso e cereali, calce e argilla. Si tratta di soluzioni ecologiche che utilizzano scarti della lavorazione in ambito agricolo offrendo loro nuova vita nella costruzione o ristrutturazione di case in legno, in un’ottica di economia circolare e di riduzione degli impatti ambientali.

La coltivazione del riso ad esempio, molto diffusa nel nord Italia tra le province di Novara, Pavia e Vercelli, produce quotidianamente scarti in quantità considerevoli e di difficile smaltimento. I prodotti secondari della raccolta e lavorazione del riso grezzo possono però essere impiegati per realizzare mattoni, intonaci, isolanti, massetti e altri materiali per l’isolamento energetico degli edifici in legno: i sottoprodotti dell’agricoltura si trasformano così in risorse per l’architettura, elementi costruttivi che favoriscono una filiera a ciclo chiuso in grado di valorizzare il territorio e diventare fonte di energia pulita. Una vera e propria architettura naturale.

 

I residui della lavorazione del riso che diventano materiali per l’edilizia

Le soluzioni ecologiche derivanti dal riso per l’impiego in bioedilizia sono molteplici:

  • la paglia di riso è un materiale molto diffuso e a basso costo, dotato di performance energetiche elevate (conducibilità termica pari a circa 0,040 W/mk). Riutilizzare gli scarti di paglia della coltivazione del riso è più ecologico rispetto al loro smaltimento, poiché si tratta di un materiale CO2 riduttore, senza contare che la paglia offre ottime capacità termica (equivalente a 23 ore di sfasamento estivo), è biodegradabile e anallergica, garantisce isolamento acustico e controllo dell’umidità. La bioarchitettura sfrutta questa materia per costruire case a telaio di legno e paglia come isolante: gli edifici prefabbricati in legno e paglia presentano prestazioni energetiche eccellenti, spesso senza la necessità di impianti di riscaldamento tradizionali anche per il contributo dell’energia prodotta da fonti rinnovabili in ottica di casa passiva.
  • la lolla di riso è lo strato più esterno del risone, tanto che può essere considerata la buccia del riso. Ottenuta dalla sbramatura del riso grezzo, la lolla ha una notevole affinità con il legno dal punto di vista della composizione chimica: lignina, cellulosa, silicati e minerali. L’uso di lolla in bioedilizia è legato principalmente alle sue proprietà isolanti (termiche e acustiche), alla ridotta conducibilità termica e alla semplicità di gestione in cantiere. La lolla di riso è biodegradabile, resiste alla formazione di muffe e assicura traspirabilità alle pareti evitando condensa: è un eccellente materiale isolante naturale per le case in legno e può essere utilizzato per intonaci termici e sottofondi.
  • la pula di riso è invece la parte intermedia del risone, tra la lolla e il chicco di riso. La pula costituisce circa il 10% del peso del riso grezzo, essendo leggera ma voluminosa. Con questo prodotto agricolo residuale del riso si può ottenere un intonaco di finitura a base di pula di riso, polvere di marmo e calce che risulta particolarmente resistente agli agenti atmosferici, o intonaco di argilla mescolata a lolla con proprietà isolanti, oppure ancora intonaco di finitura in argilla per finiture di particolare pregio.

 

La ricerca e lo sviluppo di materiali costruttivi naturali e virtuosi, derivanti dalla filiera delle cosiddette materie seconde, consentono di promuovere un’edilizia sostenibile e un’economia circolare dalla natura all’architettura. AB Legno collabora da tempo con Ricehouse e con la sua fondatrice, l’architetto Tiziana Monterisi, che porta avanti questa visione innovativa di bio-architettura a impatto zero.

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